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La regina dell’autunno: qualche curiosità sulla zucca

Curiosità sulla zucca

Grossa e ingombrante, dai colori accesi ma anche dal gusto irresistibile, la zucca è diventata nel tempo non solo la regina assoluta del cibo autunnale, ma anche un fenomeno di tendenza: dal celebre Pumpkin Spice Latte della catena di caffetterie americane Starbucks lanciato nel 2003 alle mille ricette dei blog di cucina (tra i quali non potevamo che figurare anche noi), alle zucche intagliate, che quest’anno abbiamo ritrovato anche a Foggia, a Cascina Savino.

bevanda latte alla zucca
Glass cup with tasty pumpkin spice latte, with white and orange pumpkin squash, pumpkin pie spices and autumn decor copy space. Traditiional autumn Thanksgiving holiday drink

E pensare che esistono 500 varietà di zucche! Anche se nella grande famiglia delle zucche rientrano le loro cugine prossime, le zucchine (o cucurbita pepo), e le Zucche di Siam (o cucurbita ficifolia), che sembrano più delle angurie, il termine “zucca” ci riporta alla mente i grossi e versatili ortaggi arancioni.

Quella che evochiamo alla mente quando pensiamo alla parola “zucca” è quasi sempre la zucca gigante (o zucca maxima), mentre quella che spesso vediamo descritta come zucca delica, cioè quella dalla buccia ruvida e verde scuro, altro non è che una varietà della zucca muschiata (o cucurbita moschata). Forse in pochi sanno che entrambe queste specie di zucca non esistevano nei piatti degli Europei prima del viaggio di Cristoforo Colombo verso il continente americano. Infatti, entrambe sembrano essere originarie dell’America centrale dell’America Latina, e quelli che controbattono dicendo che le fonti dell’antichità nel Mediterraneo, come Plinio il giovane, parlano già di zucche, in realtà le confondono con le calabash (o lagenaria). Nonostante ciò, il Paese che produce più zucche ai giorni nostri non è né in America né in Europa: nel 2019 la Cina ha prodotto 8,4 milioni di tonnellate di zucche, quasi il 37% della produzione mondiale totale.

Origini e leggende

Dai luoghi di origine la zucca venne introdotta in America Settentrionale, dove divenne una grande fonte di sostentamento per i coloni americani, che la misero al centro di una delle loro festività d’importazione più famose: Halloween. L’utilizzo della zucca come simbolo di Halloween si collega alla leggenda di Jack-o’-lantern, un furbo uomo irlandese dai discutibili comportamenti che arrivò persino a ingannare il diavolo in persona: quando arrivò il momento della sua morte, il diavolo lo bandì dall’inferno per gli arguti modi con cui era scampato alla morte prematura e lo lasciò vagare come anima sconsolata sulla terra, con un solo tizzone di fuoco a rischiarargli la via nella notte. Jack mise il tizzone dentro una zucca e, secondo la leggenda, continuerebbe a vagare nel mondo con una zucca per lanterna.

zucca halloween
Halloween pumpkin head jack-o-lantern on wooden background

Un’altra storia, o meglio fiaba, legata alla zucca è sicuramente quella in cui Cenerentola raggiunge il castello del principe a bordo di una carrozza dorata (nella versione di Charles Perrault, o azzurra nella versione Disney), che la Fata Madrina ricava trasformando una zucca dell’orto. Se questa storia sembra difficile da immaginare, pensate alla gigantesca zucca che a settembre di quest’anno si è avvalsa del Guinnes World Record come zucca più grande del mondo: si trovava a Radda in Chianti, Toscana, e pesava ben 1226 chili.

E a Manfredonia che ruolo hanno le zucche?

Innanzitutto, bisogna ricordare il nome in dialetto manfredoniano, ovvero “checòzze”, che deriva dal nome latino cucutia. E ancora proprio del nostro dialetto è il detto conosciuto da grandi e piccini, ovvero “A fatüje ce chiéme checòzze, a me nen me ‘ngòzze, a me nen me ‘ngòzze”, o più semplicemente “chcòzze, a fatüje nen me ‘ngòzze”. Il detto non sembra avere un particolare significato, se non quello di voler indicare la poca mancanza di voglia (“‘ngòzze”) che casualmente fa rima con la zucca (“checòzze”). 

Un’altra cosa che lega la zucca, o meglio i semi di zucca a Manfredonia è il ricordo che condivide Antonio Racioppa sul suo blog, quando parla dei “salatjlle”, ovvero l’insieme di semi di zucca, fave e ceci tostati che venivano sgranocchiati al cinema, prima che i popcorn ne prendessero il posto. Pare che per questo richiamo all’idea di andare al cinema, marinare la scuola venisse chiamato nei tempi andati “fare salatjille”. Che questo termine non sia il nonno del più moderno e a noi famigliare “fare salasso”? In ogni caso l’assonanza è curiosa.

Semi di zucca
Healthy pumpkin seeds spill from a round wooden bowl surrounded by autumn leaves, nuts, gourds and a tiny pumpkin

Infine, sfatiamo un mito sulla zucca: è davvero così calorica da attentare alla dieta? In verità, ogni 100 grammi di zucca contengono soltanto 18 kcal, a causa della grande quantità di acqua contenuta normalmente nell’ortaggio. Certo, non si può dire che sia nemmeno proteica (contiene solo un 1% di proteine), ma è una fonte importante di carotene che, come insegna la scienza e la tradizione popolare, fa molto bene alla vista.

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Di: Manfrechef

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