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Dieta: rapporto tra cibo e salute mentale e importanza delle tradizioni a tavola

Il termine dieta deriva dal greco diaita “modo di vivere”. Nell’antichità Grecia, infatti, per dieta si intendeva uno stile di vita volto alla salute, e in quanto tale, prevedeva regole che disciplinavano ogni aspetto della vita quotidiana, dall’alimentazione, all’esercizio fisico, al riposo.

La dieta è quindi un’alimentazione corretta ed equilibrata, atta a soddisfare le esigenze fisiologiche dell’organismo ma anche gli aspetti psicologici e relazionali attraverso l’appagamento dei sensi, non una terapia dimagrante straordinaria, un rimedio temporaneo, o un regime alimentare rigidamente imposto. Al contrario di ciò che in molti credono, non significa neppure digiunare; il digiuno è controproducente, in quanto la mancata e prolungata assunzione di nutrienti riduce la massa muscolare e priva il nostro corpo e la mente delle energie necessarie a svolgere le loro funzioni. Bisogna, quindi sapersi alimentare, e spesso ciò richiede i consigli degli esperti in nutrizione.

Sul tempio dell’oracolo di Apollo a Delfi, c’è scritto “Niente di troppo”, un’alimentazione sana e bilanciata, si basa su proprio questo principio: mangiare tutto ma con moderazione, scegliendo prodotti locali oltre che di stagione, godendo dei frutti che la terra ci offre ed entrando in relazione con essa. Il momento del pasto dev’essere un momento di condivisione e scambio, pertanto una buona pratica è quella di mangiare con tranquillità e gioia, godendo di ogni boccone. Correre non ci concede il tempo necessario per nutrire corpo ed anima.

Dieta

Il ruolo dell’alimentazione nella salute mentale

È scientificamente provato quanto una cattiva alimentazione povera in nutrienti essenziali, ma ricca di zuccheri semplici e grassi saturi, sia causa non solo di problemi fisici come obesità, diabete e malattie cardiovascolari, ma sia da associare anche ai disordini mentali come disturbi di ansia e depressione. Fondamentale è anche l’esercizio fisico: “Mens sana in corpore sano”, dicevano gli antichi Romani, ebbene sì, un’attività fisica moderata elimina le tossine e stimola il sistema nervoso centrale e quello immunitario, influenzando positivamente anche l’umore.

Dieta e piatti tradizionali

I piatti tradizionali, tramandati di generazione in generazione, sono parte integrante di una alimentazione sana e consapevole. Gli alimenti culturali e le pratiche alimentari tradizionali forniscono una profonda connessione con il territorio di appartenenza, ci collegano al nostro passato, evocando ricordi e stati d’animo e favoriscono la socializzazione nel presente. L’unico modo che abbiamo per riappropriarci delle nostre origini, è immergerci nelle nostre tradizioni culinarie. Il più delle volte i piatti tipici della nostra tradizione sono piatti poveri e realizzati con ingredienti semplici e genuini, ricette nate per necessità, create sulla base degli scarti di altre preparazioni: la panzanella, l’acquasale, la cipollata, il pancotto, la pappa al pomodoro, la ribollita toscana, il macco di fave siciliano, sono ricette di recupero, pertanto sostenibili da un punto di vista ambientale e nutrienti.

La dieta non è un’alimentazione fatta di rinunce o restrizioni ma di conoscenza verso le tradizioni, amore verso la materia prima e di scelte consapevoli.


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